CORVEZZO il 24-12-2015

Il BLOG del PROSECCO BIOLOGICO: il giusto prezzo del valore aggiunto




Ti sei mai chiesto perché un prodotto biologico costi mediamente di più rispetto a quello “tradizionale”? Sia nel vino che negli altri alimenti Bio le cause individuabili sono molteplici, ma ce n’è una che meglio di altre risponde a questa domanda, ed è il loro elevato valore aggiunto, rappresentato da quell’insieme di pratiche, tipiche dell’agricoltura Bio, che fanno bene all’ambiente e alla tua salute.

 

Secondo la FAO le ragioni del prezzo più elevato dei prodotti bio sono essenzialmente quattro:

  • “L’offerta di prodotti bio è ancora insufficiente rispetto alla domanda.
  • La lavorazione del prodotto bio dopo il raccolto comporta costi maggiori a causa della separazione obbligatoria dei prodotti biologici dai prodotti convenzionali, sia nella fase di produzione che nella fase di distribuzione.
  • La commercializzazione e i canali distributivi dei prodotti bio sono ancora molto inefficienti.”

Queste prime tre ragioni, da sole, non suscitano nel consumatore la volontà di pagare maggiormente un alimento o un vino biologico, perché ai suoi occhi queste motivazioni non portano alcun valore aggiunto al prodotto.

Tuttavia, se analizziamo la quarta ragione indicata dalla FAO:

  • “I costi dei prodotti bio sono tipicamente più elevati a causa di un maggior impiego di lavoro per unità prodotta […]”,

la domanda che dovrebbe sorgere spontanea è: perché?

Perché i prodotti biologici, a differenza dei prodotti convenzionali, portano con sé un valore aggiunto che, se adeguatamente comunicato, risulta facilmente comprensibile e percepibile dal consumatore; ovvero, l’utilizzo di tecniche produttive che rispettano l’ambiente e la salute, e che per questa ragione comportano costi maggiori.

Nel caso del mio Prosecco Bio, come ho già detto nel mio precedente post, non utilizziamo pesticidi dannosi per l’ambiente e per il consumatore, e anche la gestione del suolo viene effettuata rinunciando completamente all’uso di diserbanti e fertilizzanti di sintesi.

Mediante tecniche come la “lavorazione sotto filare”, le erbe infestanti vengono eliminate meccanicamente, rivoltando la zolla di terra presente sotto la vite sottosopra, sottraendo così luce ed elementi nutritivi a queste ultime.

Il terreno del vigneto è poi mantenuto sempre fertile tramite la tecnica del “sovescio”; ovvero, aratura e semina nel vigneto di piante come la segale, l’avena e il pisello. Queste piante, una volta falciate, diventeranno poi utile fertilizzante per la vite.

Qual è la caratteristica comune di questo genere di lavorazione?

Tempo e grande impiego di manodopera, che si traduce in un aumento dei costi di produzione. Tuttavia, le altre caratteristiche che accomunano questo genere di tecniche (che sono poi il vero valore aggiunto dei prodotti bio) sono il minor impatto ambientale e la totale assenza di residui di pesticidi e diserbanti nel bicchiere.

Recenti studi hanno infatti dimostrato che: chi consuma per l’80% della propria dieta prodotti bio, rispetto a chi consuma solo prodotti agricoli convenzionali, porti con sé l’89% in meno di pesticidi nelle proprie urine.

È vero, il Prosecco Bio può avere un prezzo leggermente più elevato rispetto a un Prosecco convenzionale; ma adesso che sai cosa (non) c’è nel tuo bicchiere, che ne dici? Vale la pena di spendere un po’ di più?

 

Happy Farmer